Impastati insieme, quotidiano prodigio di Pentecoste

 Anche nella Diocesi di Porto-S. Rufina i Consacrati e le Consacrate si sono rimessi in cammino. Decisamente insieme! Consci che non è più il tempo del fai da te perché, se ancora essi possono dare una testimonianza questa, è proprio quella di Camminare Insieme; testimonianza di comunione , di stima ed apprezzamento reciproco di tutti i Carismi, doni dati in abbondanza in particolare alla Chiesa Portuense.

Ecco dunque, il nuovo Programma 2017-2018 dell’USMI/CISM con il calendario delle iniziative per il prossimo anno. Oltre che proprio dei Religiosi cioè, riferito alla Vita Consacrata, sarebbe auspicabile che la Chiesa tutta fosse compagna di viaggio in questo camminare insieme attraverso le iniziative proposte nel calendario. Sì, perché la Vita Consacrata non è un gruppo di uomini e donne che camminano in parallelo alla Chiesa ma è una porzione di popolo di Dio quello stesso popolo che riunito nell'unità del Padre del Figlio e dello Spirito Santo, forma la Chiesa, unica Sposa di Cristo. La Vita Consacrata non può essere considerata come una realtà a parte, ma è pienamente inserita nella vita della Chiesa e nel suo tessuto più profondo. Sempre un po’ dietro le quinte, come lievito nella pasta, come sale che si scioglie e da sapore. Cristiani, insomma, come tutti, discepoli e discepole del Vangelo.

Ad offrire questa testimonianza di comunione sono impegnati in prima fila i facenti parte dei due Consigli USMI e CISM. Impegnati a Camminare Insieme in unità di cuore e di meta, uniti sempre al Pastore e ponte per tutti gli altri Consacrati e Consacrate. Partecipare ad entrambe le Organizzazioni USMI e CISM, non significa dunque, dedicasi ad un impegno in più come una postilla che si aggiunge agli altri impegni, che sono sempre tanti ma, significa dedicarsi e lavorare al cuore della Chiesa proprio perché la Vita Consacrata si situa nel cuore della Chiesa. In un tempo quale è il nostro tempo oggi, dove l’impegno per sempre è diventata una utopia e perciò impossibile da attuare, la vita di tanti uomini e donne consacrati, offre alla società contemporanea una testimonianza diremmo scandalosa. Non è infatti scontato raggiungere traguardi di 25, 50, 60 e qualche volta anche di 70 anni di fedeltà a Cristo! Non è scontato, ci si può perdere per strada. E’ un’impresa che poggia non solo sulle forze e capacità umane ma soprattutto sulla forza dello Spirito che anima la vita di questi cristiani, poggia sulla fedeltà di Dio al suo popolo! E Dio non abbandona il suo popolo e non fa mancare alla Chiesa i carismi di cui ha bisogno in ogni tempo. Così, lavorare all’interno per la Vita Consacrata e animare la Vita Consacrata diventa un impegno serio e vitale. Ma vediamo anche la fatica dei religiosi e religiose ad uscire dai propri interessi che certo, sono sempre apostolici ma non si può più restare isolati, occorre impastarsi, mettersi insieme per trovare forza, coraggio, fraternità, speranza, rimotivarsi di continuo, perché ciò che viene propinato oggi è esattamente il contrario, debolezza, disperazione, isolamento, desolazione, divisione, emarginazione, esclusione. La gente oggi, ha bisogno di vedere che è possibile vivere insieme nella diversità di generazioni, di culture, di popoli diversi e le comunità di religiose e religiosi dicono con la concretezza della vita e poco a parole, che tutto ciò può essere e che anzi, è proprio bello stare insieme ed essere arricchiti dalla diversità dell’altro; è una ricchezza mettere insieme lingue diverse, gusti diversi, costumi diversi. Proprio le comunità di consacrati rendono quotidiano lo straordinario prodigio di Pentecoste. Ma come tutte le cose più importanti avvengono nel silenzio, così la Vita Consacrata di tanti uomi e donne è avvolta dal silenzio, senza pretesa ma assolutamente preziosa agli occhi di Dio.

 

Sr. Loredana Abate ef

 

Delegata Diocesana USMI 


Programma 2016/2017

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I° Incontro Famiglie Carismatiche- 6/7 Novembre 2015

NELL’ANNO DELLA VITA CONSACRATA  AL CUORE DELLE FAMIGLIE CARISMATICHE NELLA CHIESA

I nostri Fondatori e Fondatrici sono un coro di gloria per la Chiesa sempre attuale nelle loro Famiglie Carismatiche

“Per i Fondatori e le Fondatrici la regola in assoluto è stata il Vangelo, ogni altra regola voleva essere soltanto espressione del Vangelo e strumento per viverlo in pienezza. Il loro ideale era Cristo, aderire a lui interamente, fino a poter dire con Paolo: «Per me il vivere è Cristo» (Fil 1,21)” (Papa Francesco, Lettera Apostolica alle Consacrate e ai Consacrati, 21.11.2014, I,1).

“In quest’Anno della Vita Consacrata sarà opportuno che ogni famiglia carismatica ricordi i suoi inizi e il suo sviluppo storico, per ringraziare Dio che ha offerto alla Chiesa così tanti doni che la rendono bella e attrezzata per ogni opera buona (cfr Lumen gentium, 12). Raccontare la propria storia è indispensabile per tenere viva l’identità, così come per rinsaldare l’unità della famiglia e il senso di appartenenza dei suoi membri” (Papa Francesco, Lettera Apostolica a tutti i Consacrati, 21/11/2014, I,1).

 “L’Anno della Vita Consacrata non riguarda soltanto le persone consacrate, ma la Chiesa intera. Mi rivolgo così a tutto il popolo cristiano perché prenda sempre più consapevolezza del dono che è la presenza di tante consacrate e consacrati, eredi di grandi santi che hanno fatto la storia del cristianesimo.

Cosa sarebbe la Chiesa senza san Benedetto e san Basilio, senza sant’Agostino e san Bernardo, senza san Francesco e san Domenico, senza sant’Ignazio di Loyola e santa Teresa d’Avila, senza sant’Angela Merici e san Vincenzo de Paoli? L’elenco si farebbe quasi infinito, fino a san Giovanni Bosco, alla beata Teresa di Calcutta.Il beato Paolo VI affermava: «Senza questo segno concreto, la carità che anima l’intera Chiesa rischierebbe di raffreddarsi, il paradosso salvifico del vangelo di smussarsi, il "sale" della fede di diluirsi in un mondo in fase di secolarizzazione» (Evangelica testificatio, 3)” (Papa Francesco, Lettera Apostolica a tutti i Consacrati, 21/11/2014, III, 2).“La famiglia carismatica, comprende più Istituti che si riconoscono nel medesimo carisma, e soprattutto cristiani laici che si sentono chiamati, proprio nella loro condizione laicale, a partecipare della stessa realtà carismatica” (Papa Francesco, Lettera Apostolica alle Consacrate e ai Consacrati, 21.11.2014, III,1).

“I religiosi e le religiose, al pari di tutte le altre persone consacrate, sono stati definiti, come ho appena ricordato, "esperti di comunione". Mi aspetto pertanto che la "spiritualità della comunione", indicata da san Giovanni Paolo II, diventi realtà e che voi siate in prima linea nel cogliere «la grande sfida che ci sta davanti» in questo nuovo millennio: «fare della Chiesa la casa e la scuola della comunione».  Sono certo che in questo Anno lavorerete con serietà perché l’ideale di fraternità perseguito dai fondatori e dalle fondatrici cresca ai più diversi livelli, come a cerchi concentrici” (Papa Francesco, Lettera Apostolica alle Consacrate e ai Consacrati, 21.11.2014, II, 3).


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Programmazione USMI Lazio

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Programma Annuale 2015-2016

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